Ambiente Animali 

Cinghiali del San Francesco, gli animalisti portano la protesta sotto il Comune: corteo a Rapallo il 18 aprile

Dopo l’uccisione della famiglia di cinghiali nel torrente San Francesco, le associazioni annunciano una manifestazione cittadina e accusano il Comune di non avere mai scelto soluzioni alternative e non cruente

Rapallo si prepara a una nuova giornata di mobilitazione sul caso dei cinghiali del torrente San Francesco. Per sabato 18 aprile 2026, alle 10, è stato annunciato un corteo promosso da Animalisti Genovesi insieme a Gaia Animali e Ambiente Genova, Associazione Etica Animali e Ambiente e al comitato “Giustizia per i cinghiali di San Francesco”, nato attorno agli attivisti rapallesi, con l’adesione di altre realtà animaliste e rifugi. Il concentramento è fissato in piazza Molfino, davanti alla stazione ferroviaria, da dove partirà la manifestazione che toccherà prima il torrente San Francesco, luogo della cattura della famiglia di cinghiali, e poi piazza delle Nazioni, davanti al municipio, dove sono previsti interventi pubblici.

Nel testo diffuso dagli organizzatori, il corteo viene presentato come una risposta dura a quanto accaduto nelle scorse settimane. Le associazioni sostengono che il Comune abbia avuto un ruolo decisivo nel consentire l’intervento del Nucleo di vigilanza faunistico ambientale della Regione Liguria, entrato all’alba nell’area del torrente per sedare, catturare e poi abbattere gli animali. Una ricostruzione fortemente polemica, nella quale gli animalisti parlano di una scelta compiuta senza confronto e denunciano quella che definiscono una gestione completamente sbagliata della vicenda.

Alla base della protesta c’è soprattutto un’accusa precisa: secondo i promotori della manifestazione, l’amministrazione comunale non avrebbe mai davvero preso in considerazione le soluzioni alternative proposte già dalla scorsa estate. A richiamarle è in particolare una lettera aperta firmata da Gaia Animali e Ambiente Genova, nella quale si ricordava come la normativa sulla fauna selvatica preveda, prima del ricorso ai metodi cruenti, l’adozione di misure ecologiche e preventive.

In quel documento, gli animalisti indicavano una serie di interventi concreti che, a loro giudizio, avrebbero potuto ridurre in modo significativo la presenza dei cinghiali sulle strade cittadine senza arrivare all’abbattimento. Tra le misure suggerite c’erano un’ordinanza contro la somministrazione di cibo agli animali selvatici, un rafforzamento dei controlli, la sostituzione o messa in sicurezza dei cassonetti, sanzioni contro chi abbandona i rifiuti a terra, la chiusura dei varchi dai torrenti verso la strada e una campagna informativa per spiegare ai cittadini come comportarsi in caso di incontro con gli ungulati. Nella stessa lettera veniva anche rilanciata l’ipotesi di un programma di sterilizzazione farmacologica, da promuovere con Regione e Ministero della Salute.

È proprio su questo punto che la protesta del 18 aprile vuole trasformarsi da semplice contestazione a richiesta politica. Le associazioni chiedono infatti che il caso Rapallo diventi un precedente utile per aprire una discussione più ampia sul rapporto tra città e fauna selvatica, con un approccio diverso da quello adottato finora. L’obiettivo dichiarato è spingere le amministrazioni a scegliere metodi di controllo non cruenti e una gestione più strutturata, fondata sulla prevenzione e non solo sugli interventi d’emergenza.

Il corteo, nelle intenzioni dei promotori, servirà quindi a tenere alta l’attenzione su una vicenda che ha già acceso un forte scontro pubblico in città. E la scelta di concludere la manifestazione proprio davanti al municipio di Rapallo dà il senso politico dell’iniziativa: non solo un momento di memoria per gli animali uccisi, ma una contestazione diretta all’operato dell’amministrazione comunale.


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